Il Colosseo è il simbolo di Roma, nonché una delle 7 meraviglie del mondo moderno.
Se un tempo era l’emblema del massimo splendore imperiale, oggi purtroppo non appare così com’era, ricoperto di marmo, decorazioni, statue e soprattutto… intero!
Oggi lo vediamo “rovinato” e senza un’intera parte. Perché si è rotto? E cosa lo ha danneggiato nel corso dei secoli?
Pensi anche tu che sia solamente colpa degli anni se oggi il Colosseo è rotto? Ripensaci! Scopri quali eventi hanno davvero messo alla prova questo antico anfiteatro romano.
Sapevi che non tutto ciò che vedi oggi è originale?
Continua a leggere per scoprire la storia dei danni al Colosseo, quali sono state le cause e cosa è successo; leggendo saprai anche cosa ha resistito fino a oggi.
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Il Colosseo: un gigante ferito dal tempo

Incisione di Piranesi raffigurante il Colosseo con le edicole della “Via Crucis”
Un’architettura resistente, ma non indistruttibile
Il Colosseo fu costruito per dare lustro al potere imperiale e pensato per ospitare eventi e spettacoli.
Considerando anche il grande numero di spettatori che poteva ospitare (si stima oltre i 50.000) il Colosseo fu progettato per combinare resistenza e splendore architettonico: furono utilizzati diversi materiali, tra cui il travertino, il tufo, i mattoni e il marmo.
Le scelte dei romani furono sicuramente ottime, infatti il Colosseo ha resistito per quasi 2000 anni, nonostante sia anche caduto in disuso per secoli.
La sua struttura era progettata per durare moltissimo tempo e i romani pensavano di poterlo preservare esattamente così come lo videro gli spettatori durante i giochi inaugurali, ma alcuni eventi ne hanno in realtà compromesso l’integrità.
I primi segni di cedimento
Già in epoca medievale il Colosseo iniziò a mostrare i primi danni, ma i veri problemi arrivarono più tardi.
Furono principalmente diversi episodi sismici a minare l’integrità della costruzione, ma non fu solo la natura: perso il suo ruolo dopo il crollo del Romano Impero d’Occidente, l’anfiteatro fu utilizzato per moltissimi scopi e divenne quasi una cava a cielo aperto, poiché chiunque poteva prelevare materiali utili per i più disparati scopi.
Le principali cause della rovina del Colosseo

Interno del Colosseo, dipinto da Thomas Cole, 1832
I terremoti: la forza della natura contro il Colosseo
Diversi terremoti hanno colpito Roma nel corso dei secoli. In realtà, Roma non è una città ad alto rischio sismico, ma nella sua storia ha subito danni causati da importanti terremoti anche con epicentri distanti.
Nonostante la distanza, la propagazione delle onde sismiche nel sottosuolo ha prodotto cedimenti nell’area del Colosseo dovuti ai terreni poco compatti a causa delle costruzioni sotterranee.
Furono diversi i terremoti che colpirono il Colosseo, ma i più devastanti furono quelli del 443 d.C., 847 d.C. e 1349, che fecero crollare intere sezioni dell’anfiteatro.
In particolare, nel 1349 tutta la parte meridionale dell’anfiteatro venne distrutta. Non è un caso che questo terremoto, con epicentro nell’Appennino Centrale, fece crollare solamente una parte del Colosseo: la parte a nord, infatti, poggiava su pietre vulcaniche ben resistenti che hanno permesso alla costruzione di reggere alle scosse.
La parte che è crollata, invece, è quella sotto la quale si trovava un sottosuolo molle, a causa dei sedimenti fluviali dovuti al precedente utilizzo dell’area: era qui che sorgeva il lago artificiale voluto da Nerone per abbellire la sua dimora.
Il riutilizzo delle pietre: un Colosseo smontato pezzo per pezzo
Come se non bastasse, dopo la caduta dell’Impero Romano, il Colosseo perse la sua importanza fino ad arrivare non solo alla cessazione degli eventi al suo interno, ma addirittura al suo abbandono.
Privo ormai di utilità e venuto meno l’impero, il Colosseo divenne una sorta di “cava” di materiali: qui era possibile trovare marmo, travertino ed altre pietre che altrove sarebbe stato complesso reperire.
Il travertino e il marmo furono riutilizzati per costruire palazzi e chiese dalle amministrazioni ufficiali: ad esempio sono stati utilizzati nel cantiere per erigere San Pietro in Vaticano o Palazzo Barberini.
Ma non solo per questi fini: anche privati cittadini fecero del Colosseo una cava per reperire materiali.
Furono prelevate piccole parti dalle pietre ed anche le grappe metalliche usate per tenere insieme i blocchi. Ecco perché quando visiterai il Colosseo troverai molti buchi in diverse parti!
L’incuria e gli insediamenti medievali
Anche l’incuria ha causato il deperimento del Colosseo. Nel Medioevo, infatti, l’anfiteatro fu utilizzato per i più disparati scopi: fu luogo di sepoltura, ad esempio, ma non solo.
Sapevi che venne trasformato in una fortezza da potenti famiglie nobiliari? Durante il medioevo la famiglia Frangipane ne fece un edificio di potere della propria casata con tanto di camminatoio in legno utilizzato per la ronda.
Successivamente divenne anche una zona abitata, con case e persino una chiesa costruita al suo interno: il Colosseo garantiva una copertura in caso di condizioni climatiche avverse e, considerato il suo stato di abbandono, venne sfruttato da molte persone con poche risorse economiche.
Fu addirittura utilizzato anche come stalla, proprio perché garantiva copertura agli animali.
Cosa rimane oggi del Colosseo?

L’interno del Colosseo
Il restauro e la conservazione
Dal XIX secolo furono avviati importanti lavori per preservare il Colosseo, diretti da Carlo Fea. Importante fu l’intervento di Raffaele Stern che, nel 1806, intervenne sulla parte orientale del Colosseo.
Grazie a lui vennero murate le arcate instabili e si introdusse uno sperone di mattoni con l’obiettivo di sostenere la struttura, in particolare l’estremità esterna dell’anello.
La parte occidentale fu invece restaurata da Giuseppe Valadier: anche lui fece costruire un sostegno per la struttura ma poi decise di ricostruire le arcate, imitando il più fedelmente possibile lo stile romano.
Infine, a metà Ottocento altri interventi garantirono un rinforzo anche alla parte meridionale, quella più colpita dai fenomeni sismici.
Se ne incaricò Gaspare Salvi e scelse di seguire i criteri lavorativi di Stern e dunque non sostituire alcuna parte originale.
Oggi il Colosseo è uno dei siti più visitati al mondo e un simbolo della storia romana, per non dire dell’intera Italia.
Ammirato in tutto il mondo, è inserito tra i patrimoni dell’umanità dell’UNESCO e tra le 7 meraviglie del mondo moderno.
Domande più frequenti
Il Colosseo è crollato a metà a causa di fenomeni sismici. Nello specifico, la parte meridionale è crollata dal momento che quella parte di terreno era molle e percorso da acque: qui passava l’acquedotto usato da Nerone per alimentare il suo lago artificiale.
Durante il terremoto, questa presenza d’acqua nel terreno impedì al settore meridionale del Colosseo di resistere alle scosse, cosa che accadde invece alla parte settentrionale poiché poggia su un terreno caratterizzato dalla presenza di rocce vulcaniche.
Al Colosseo manca un pezzo a causa dei terremoti che hanno interessato l’area. I materiali, inoltre, furono prelevati per costruire altri palazzi.
Il Colosseo presenta molti buchi per diverse motivazioni: in parte perché vennero prelevati materiali e parti delle pietre, come marmo o travertino, ma in parte perché le stesse pietre venivano scavate per recuperarne le grappe metalliche presenti all’interno. Essendo materiali non comuni e costosi, furono molti a saccheggiare il Colosseo ed utilizzarlo come se fosse una cava.
Il Colosseo poteva essere riempito grazie all’acquedotto Claudio, già sfruttato da Nerone per alimentare il proprio lago artificiale all’interno della Domus Aurea. Lo stesso acquedotto riempiva l’arena del Colosseo, e riusciva a farlo in tempi incredibilmente brevi.
Conclusione

Vista frontale del Colosseo | ID 32557903 © Scaliger | Dreamstime.com
Bene, eccoci al termine di questo approfondimento sulle condizioni dell’Anfiteatro Flavio. Abbiamo visto insieme perché il Colosseo si è rovinato ed oggi appare così come lo vediamo.
Ora sai che ai tempi della sua costruzione era molto diverso, arricchito da statue e marmo prezioso, ma nei secoli è cambiato: le cause sono naturali, ma non solo.
Ti ho infatti spiegato che la maggior parte dei danni sono stati causati da terremoti, ma anche l’intervento dell’uomo è stato determinante.
Hai potuto leggere che il Colosseo è stato utilizzato come una cava a cielo aperto e che i materiali qui prelevati sono stati usati per la costruzione di altri palazzi a Roma, ma ti ho anche raccontato di come il Colosseo è stato adibito a fortezza, luogo di sepoltura, dimora e molto altro.
Infine, ti ho raccontato anche cosa è stato fatto per preservarlo e cercare di restaurarlo, prima di rispondere alle domande più comuni sull’argomento.
Hai ancora delle curiosità? Sei mai stato dentro il Colosseo e vorresti dirci la tua? Scrivici nei commenti!
Adesso che conosci queste particolarità della storia del Colosseo, non stai più nella pelle all’idea di poterlo ammirare con i tuoi occhi? Allora ti consiglio di prenotare i tuoi biglietti per poter godere di molti vantaggi, tra cui l’accesso prioritario.
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